Gli ultras del Feyenoord: “E’ vero, gli hooligans a Roma c’erano. Ma non erano tifosi del Feyenoord erano poliziotti.”

    Roma, dopo l’oltraggio la beffa: incredibili accuse dei tifosi del Feyenoord alla polizia.

    Roma saccheggiata, arriva pure la beffa, gli ultras del Feyenoord attaccano incredibilmente la polizia italiana: “Noi non facevamo nulla, loro ci picchiavano…”.

    GoalItalia  riporta quanto segue:

    Totalmente diversa la versione dei fatti data dagli stessi ultras olandesi, versione che a tratti rasenta il paradossale. In particolare quella fornita dal blogger gallese Ben Dudley, supporter della squadra di Rotterdam. “E’ vero, gli hooligans a Roma c’erano. Ma non erano tifosi del Feyenoord: erano poliziotti. – la grave accusa lanciata sul suo blog – Sono uno dei 5.500 tifosi che hanno assistito a Roma-Feyenoord. Voglio spiegarvi cosa sia realmente successo, almeno da quando sono arrivato in città: quindi alle 13 di giovedì”.

    “Dopo una sosta di trenta secondi in albergo sono andato a Piazza di Spagna, – ha raccontato – dove era in corso una vera e propria festa: migliaia di persone cantavano, bevevano, si divertivano. Le autorità italiane sapevano che ci saremmo riuniti là, eppure nessuno ha pensato ad attrezzare cassonetti o comunque cestini per la raccolta dei rifiuti. Ovviamente, presto la piazza è diventata un casino: bottiglie, pezzi di vetro dappertutto. E’ un peccato che una bella parte della città sia stata riempita di spazzatura ma non ho visto grandi differenze rispetto a quanto succede in ogni parte del mondo l’ultimo dell’anno o il venerdì sera”.

    Parole molto gravi, cui ne seguono altre relative al danneggiamento della Fontana della Barcaccia del Bernini, peraltro restaurata di recente: “Alcuni rifiuti sono finiti anche nella fontana ma niente di così drammatico. – ha sostenuto – Tutto era appoggiato, non rotto, e facile da portare via. Niente danni al monumento. A un certo punto un petardo è finito in fontana perché qualcuno, ubriaco, l’ha allontanato a calci dalla spazzatura per evitare che la pila di rifiuti si incendiasse”.

    “Chissà come avrà fatto l’acqua a proteggersi dal fuoco… – ha persino ironizzato il blogger – Ho visto le foto della fontana stessa alle 23. Era a posto. Sembrava che il Feyenoord non avesse mai giocato a Roma”. E Ben ha dato la sua versione anche sui successivi scontri con la polizia.

    “Non siamo angeli, non eravamo preti in visita dal Papa. – ha ammesso – Siamo sempre tifosi in trasferta. Ma tutto era sotto controllo, non c’era alcuna avvisaglia di incidenti con i tifosi della Roma semplicemente perché i tifosi della Roma non c’erano”. 

    “Eppure verso le 16.30 sono entrati in scena gli hooligans con le loro armi. Non erano gli S.C.F. del Feyenoord, né gli ultrà di Roma o Lazio. Era la polizia italiana. Molti agenti nemmeno indossavano la divisa e avevano le sciarpe per coprirsi la faccia. Quando hanno deciso che era ora di muoversi verso lo stadio, senza neppure avvertirci hanno cominciato a colpire tutti indiscriminatamente. Qualcuno poteva essere un ultrà ma molti erano donne e bambini”.

    “Eravamo in una strada stretta. – ha raccontato ancora il blogger gallese – Io sono riuscito a cavarmela ma ad altri è andata male. Per scappare abbiamo urtato delle moto che si sono rovesciate. E la polizia continuava a picchiare e ad arrestare persone a caso. Gli scontri sono cominciati là e i tifosi hanno reagito. Ma noi non abbiamo attaccato per primi. Sono stati loro”.

    “Noi ci eravamo organizzati per andare a piedi tutti insieme allo stadio. – ha concluso Ben – Sarebbe stato molto più sicuro. La polizia invece ci ha costretti con la forza a salire sugli autobus. Ho visto persone tranquille, che volevano solo vedere la partita, con la faccia spaccata. Una cosa orribile e non necessaria. Non credo che la polizia si sarebbe comportata allo stesso modo con gli ultrà di Roma e Lazio perché avrebbe rischiato una vendetta tremenda”.

    “Morale: arrivati al raduno alle 17, siamo entrati allo stadio alle 18.35. E non c’era alcun rischio visto che l’intero settore vicino al nostro era vuoto. Se a Roma avete visto migliaia di hooligans, questi erano della polizia italiana”. Parole forti, e molto difficili da dimostrare, visto che le immagini sull’accaduto sembrano dare ragione alle forze dell’ordine.

    Soltanto 6 ultras sono stati arrestati e portati a Regina Coeli, e sul loro capo pende pure l’accusa di ‘devastazione’. Uno di loro avrebbe persino irriso il giudice: “Mi multi? Ho tanti soldi”, avrebbe affermato, secondo quanto riporta ‘La Gazzetta dello Sport’.

    Intanto le indagini assumono un profilo internazionale, visto che Frank Paauw, capo della polizia di Rotterdam, ha offerto la propria collaborazione alla polizia italiana per individuare i responsabili. “Siamo pronti a dare una mano per individuare tutti gli altri colpevoli, – ha spiegato – Una squadra speciale di investigatori analizzerà tutti i filmati”. Il tutto nonostante i Paesi Bassi al momento si rifiutino di pagare i danni.

    E anche il sindaco della città olandese, Ahmed Aboutaleb, ha inviato una lettera di solidarietà al collega Marino: “La nostra città ha accolto con orrore la notizia del comportamento inaccettabile dei tifosi del Feyenoord. – ha scritto – A lei e alla città eterna il nostro sostegno”. In vista di quella che sarà la gara di ritorno, sicuramente un gesto per allegerire la tensione che si è gioco forza creata.