De Laurentiis risponde ad Agnelli: “Napoli meglio della Juventus? Mette le meni avanti”

Il patron azzurro replica al numero uno bianconero che aveva asserito come il Napoli sia più forte della Juventus nella partita secca: “Mette le mani avanti, ma ce la giocheremo”

 

E’ un Aurelio De Laurentiis in grande forma quello sbarcato a Doha al seguito del Napoli e che dal Napoli si aspetta come regalo di Natale la Supercoppa Italiana, da strappare peraltro alla rivale di sempre Juventus.

Il patron azzurro, intervenuto davanti ai microfoni alla vigilia del match, però non si è dedicato solo alla gara in programma lunedì sera ma ha anche puntato il dito contro i vertici del calcio, e non solo: “Noi dirigenti dobbiamo riappropriarci del nostro campionato, che è stato fatto da un ministro, la Melandri, che di calcio non sapeva nulla. I danni creati dalla Melandri sono incommensurabili, ha riportato il calcio indietro di 10 anni. Dovremmo chiedere i danni allo Stato, roba impossibile considerato che è vicino alla bancarotta”.

Poi il presidente del Napoli ammette: “È vero, c’è stata Calciopoli, il sistema è stato sommerso dal fango, ma è pur vero che il governo non ha fatto e non fa niente per tirarci fuori da questa situazione. Diversamente, non conviverebbe con la mafia, la camorra, la ‘ndragheta e la mafia di Roma. Insomma ci vorrebbe un po’ di etica, fare qualche passo indietro e ammettere gli errori commessi”.

Quindi De Laurentiis assicura di non avere comunque alcuna intenzione di vendere la società: “Al massimo la venderanno i miei figli, quando io morirò, se non saranno in grado di gestirlo”. E lancia una stoccata all’incerto Benitez, il cui rinnovo di contratto tarda ad arrivare: “Il Chelsea sta andando avanti lo stesso, anche senza di lui. Se il progetto non gli piacerà, ce ne faremo una ragione”.

Progetto che d’altronde procede spedito: “Io credo che questo Napoli sia già forte, ma ci vuole pazienza. Non possiamo permetterci due centrocampisti che guadagnano dagli 8 ai 10 milioni all’anno. Ho bisogno di escogitare un sistema che mi porti altri 150 milioni all’anno.

Io qualche idea ce l’ho, ma devo sganciarmi dal Comune per la questione stadio, un vero problema. Adesso, però, non mi sento di sparare sulla croce rossa. Piuttosto, sto pensando di coinvolgere i tifosi, ne abbiamo 5-6 milioni in tutto il mondo, si potrebbe lavorare a qualcosa che si avvicini all’azionariato popolare”.

Non poteva mancare poi una battuta su Agnelli che qualche giorno fa ha asserito come il Napoli sia più forte della Juventus in una partita secca: “Gli ho risposto di non mettere le mani avanti. Credo che lui volesse sottolineare che c’è tanta diversità tra una partita di campionato e una gara secca. Resta il fatto che io me la voglio giocare fino in fondo”.

Infine eccoci al capitolo Nazionale: “Conte è un bravo allenatore, ha carattere, non lo metto sul banco degli imputati. Ma prima deve dirci che tipo di Nazionale vuole fare. Io farei giocare gli Under 21, per esempio. E poi, ci sarebbe da concordare un calendario. Lotito spinge per una Serie A a 18 squadre, io la porterei addirittura a 16″.

Fonte: goal.com