CORI ANTINAPOLETANI, IL VESUVIO RISPONDE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    CORI ANTINAPOLETANI, IL VESUVIO RISPONDE

    Mettiamoci un attimo tutti quanti nei panni del Vesuvio.

    Questo povero vulcano attivo, tirato per la giacca da tutte le parti, e lavali, lavali con il fuoco a questi napoletani puzzolenti, sporchi, zuzzusi, che non solo sono sporchi, puzzolenti e zuzzusi ma poi si permettono pure di giocare a calcio e finanche di dominare le classifiche di serie A.
    Cioè, è un dramma non indifferente.
    Io me l’immagino al Vesuvio, che da sotto a quel tappo di rimmasuglia dell’ultima eruzione tra sé e sé si agita, rimugina, borbotta, jastemma.
    Mi pare quasi di sentirlo…

    “Ma che vogliono questi da me? ‘Sti tifosi delle altre squadre, dico. Juventini, romanisti, interisti, milanisti. Mo’ pure i fiorentini. Lavali col fuoco, dicono. Ai napoletani. Eh. Hai detto niente. Innanzitutto io per lavarli con il fuoco devo comunque eruttare e non so se è tanto il caso dal momento che:
    1)non è che stanno tutti quanti di casa qua sotto da me, quella la diaspora dei napoletani è seconda solo a quella degli ebrei e dei socialisti craxiani. Certi stanno pure nella foresta del Borneo
    2)Pompei non ancora si deve arripijare dall’eruzione del 79 dc figuriamoci se erutto mo’. Cioè, poi tengono pure la scusa che è sempre colpa mia se là dentro negli scavi se ne cade tutte cose
    3)l’unico piano di evacuazione che esiste comunque prevede che se io erutto loro se ne devono andare nelle altre città e quindi se ne va tutto il benfatto
    Ma comunque, il punto non è tanto questo.
    Il punto è che per far venire bene il fattapposta io devo lavare con il fuoco non tutti i napoletani ma solo i napoletani napoletani, non anche quelli che tifano per le altre squadre.
    Devo fare un’eruzione selettiva, dicimm.
    E per farlo innanzitutto io la devo fare effusiva e non esplosiva e Dio solo sa quanto mi rompo il cazzo di fare quella effusiva che poi per far scendere tutta quella lava là abbasce ci vogliono giorni e giorni e giorni ma poi, come faccio io a capire quali sono i napoletani napoletani e quali sono i napoletani non napoletani?
    Nun sia mai acchiappo a quelli che tifano per le altre squadre!
    Quelli mi paiono tutti quanti tali e quali!
    Che faccio? Ce lo domando prima?
    “Scus’ ma tu sei napoletano napoletano?
    “Sì”
    “Tifi per il Napoli?”
    “Sì sì”
    “Sicuro? Lo tieni a Maradona ‘ncap ‘o liett?”
    “Sì”
    “Appost, allora per te l’eruzione continua”.
    Jamme, ma posso mai fare così? E io ci metto un’eternità a eruttare! Passeranno mesi, ANNI. I napoletani non napoletani, quelli che cioè pur vivendo e vegetando a Napoli non tifano per il Napoli, sono uguali ai napoletani napoletani, e stanno per tutt’ part! Come si fa? Non posso manco chiedere l’aiuto della Solfatara ché quella al massimo si mette a puzzare e a livello di cori peggiora soltanto la situazione.
    No. Non ce la posso mai fare.
    Ma dico io, con tante calamità che teniamo qua a Napoli voi proprio a me mi dovete romper ‘o cazz’?
    Ma perché non andate un poco da Gigi D’Alessio?
    Ma che brutta gente, io non lo so”.

    Anna Trieste (napoletana napoletana)